Cucina italiana patrimonio Unesco: primo riconoscimento mondiale

di 11 Dicembre 2025
Cucina Italiana (Depositphotos)
(Depositphotos)

Il 10 dicembre 2025 rappresenta una data storica per l’Italia: la cucina italiana è stata ufficialmente riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco, con una decisione presa all’unanimità dal Comitato intergovernativo riunito a New Delhi, in India. Si tratta di un primato assoluto, essendo la prima cucina al mondo ad essere riconosciuta nella sua interezza.

Un traguardo senza precedenti

Questo riconoscimento segna una svolta nella storia dei riconoscimenti gastronomici dell’Unesco: è la prima volta che viene premiata una tradizione culinaria nella sua globalità, superando l’approccio adottato in passato, incentrato su singole pratiche o tecniche. La candidatura italiana era tra 60 dossier sotto valutazione provenienti da 56 paesi, rendendo questo successo ancora più significativo.

Il momento dell’annuncio è stato particolarmente emozionante: l’annuncio è stato accolto da un lungo applauso in sala, mentre in Italia i festeggiamenti hanno attraversato tutta la giornata culminando con l’accensione al Colosseo. Una celebrazione che ha simbolicamente rappresentato l’orgoglio nazionale per questo riconoscimento internazionale.

Il percorso di candidatura

La storia della candidatura inizia ufficialmente nel 2023, quando il Governo italiano annuncia, attraverso un comunicato del Ministero della Cultura, l’intenzione di presentare un dossier dedicato non a un singolo piatto, ma a un’intera cultura culinaria. Il documento viene definito come “un insieme di pratiche sociali” che portano a considerare la preparazione e il consumo del pasto come momento di condivisione e incontro.

La candidatura è stata avanzata nel 2023 dal ‘Collegio Culinario Associazione culturale per l’enogastronomia italiana’ in collaborazione con Casa Artusi, l’Accademia della Cucina Italiana e la rivista ‘La Cucina Italiana’. Il passaggio decisivo arriva nel novembre 2025, quando la candidatura ottiene il primo via libera tecnico dell’Unesco, con il dossier italiano considerato solido, coerente e culturalmente rilevante.

Il dossier finale ha preso il titolo “La cucina italiana: sostenibilità e diversità bioculturale”, evidenziando come questa tradizione non sia solo gastronomia, ma anche un modello di sostenibilità ambientale e culturale.

Le motivazioni dell’Unesco

Secondo la decisione dell’Unesco, la cucina italiana è una “miscela culturale e sociale di tradizioni culinarie”, “un modo per prendersi cura di se stessi e degli altri, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali, offrendo alle comunità uno sbocco per condividere la loro storia e descrivere il mondo che li circonda”.

L’organizzazione internazionale ha riconosciuto come il cucinare all’italiana “favorisce l’inclusione sociale, promuovendo il benessere e offrendo un canale per l’apprendimento intergenerazionale permanente, rafforzando i legami, incoraggiando la condivisione e promuovendo il senso di appartenenza”. Una visione che va oltre la semplice preparazione del cibo, abbracciando valori sociali e comunitari profondi.

Il cucinare è per gli italiani “un’attività comunitaria che enfatizza l’intimità con il cibo, il rispetto per gli ingredienti e i momenti condivisi attorno alla tavola. La pratica è radicata nelle ricette anti-spreco e nella trasmissione di sapori, abilità e ricordi attraverso le generazioni”.

L’impatto culturale e sociale

Il riconoscimento ha messo in luce la natura multigenerazionale della cucina italiana. Essendo una pratica multigenerazionale, con ruoli perfettamente intercambiabili, la cucina svolge una funzione inclusiva, consentendo a tutti di godere di un’esperienza individuale, collettiva e continuo di scambio, superando tutte le barriere interculturali e intergenerazionali.

Il dossier di candidatura, curato dal giurista Pier Luigi Petrillo, ha evidenziato gli sforzi compiuti negli ultimi sessant’anni da organismi rappresentativi chiave, tra cui la rivista La Cucina Italiana, l’Accademia Italiana della Cucina, e la Fondazione Casa Artusi. Queste istituzioni hanno contribuito a preservare e trasmettere un patrimonio che non è solo gastronomico, ma anche sociale e identitario.

Un patrimonio che si rinnova

La cucina italiana viene descritta dall’Unesco come una pratica comunitaria che si rinnova nel tempo e che permette a ciascuno di partecipare alla costruzione dell’identità gastronomica. Non si tratta di tradizioni statiche, ma di patrimoni viventi che si evolvono mantenendo le proprie radici culturali.

Le reazioni politiche e istituzionali

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato: “Oggi l’UNESCO ha riconosciuto la Cucina italiana Patrimonio dell’Umanità. Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo, che onora la nostra identità”. Per Meloni, per gli italiani la cucina non è solo cibo, non è solo un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza.

Anche il Presidente Mattarella ha espresso soddisfazione: durante una telefonata ha avuto modo di esprimere il proprio compiacimento per un successo che rafforza il prestigio italiano nel mondo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato come questo successo sia frutto di un grande gioco di squadra.

Un primato nel settore agroalimentare

Con l’ingresso della cucina italiana, salgono a 20 gli elementi italiani iscritti nella Lista del patrimonio immateriale, che comprende circa 800 elementi in 150 Paesi. Particolarmente significativo è il dato relativo al settore agroalimentare: delle 21 tradizioni italiane iscritte nella Lista dei Patrimoni Culturali Immateriali, ben 9 sono riconducibili all’agroalimentare.

Tra i precedenti riconoscimenti figurano la Dieta Mediterranea (2013), la Vite ad alberello di Pantelleria (2014), l’Arte del pizzaiuolo napoletano (2017) e la Cerca e cavatura del tartufo (2021). Con questo nuovo riconoscimento, l’Italia conquista il record mondiale di riconoscimenti nel settore agro-alimentare in proporzione al numero dei riconoscimenti complessivi ottenuti.

Prospettive economiche e turistiche

Il riconoscimento Unesco non ha solo valore simbolico, ma anche implicazioni economiche concrete. Nel 2024 il turismo enogastronomico ha generato un business affari pari al 40,1 miliardi di euro, con una crescita del +12% rispetto al 2023. L’esperienza di altri riconoscimenti suggerisce impatti positivi significativi: a Pantelleria, dopo il riconoscimento nel 2017 alla pratica agricola della coltivazione della vite, l’aumento di turisti è stato del 9,7%, fino al 75% per il turismo fuori stagione, con un aumento del 500% della forza lavoro nel settore dell’agriturismo in dieci anni.

Questo primato mondiale della cucina italiana come patrimonio dell’umanità rappresenta non solo un riconoscimento del valore culturale delle tradizioni gastronomiche italiane, ma anche una straordinaria opportunità per valorizzare ulteriormente il Made in Italy nel mondo, consolidando l’immagine dell’Italia come paese custode di tradizioni millenarie ancora vive e vitali.

Fonte immagine: https://depositphotos.com/it/

Ultime News

Ultime notizie di Focus

Da non perdere!