Zampina di Sammichele di Bari IGP: la spirale di carne pugliese conquista l’Europa
La Zampina di Sammichele di Bari è ufficialmente IGP. Con il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1248, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea dell’11 giugno 2026, lo storico insaccato pugliese arrotolato a spirale entra nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette.
Una notizia importante per la gastronomia pugliese e per uno dei prodotti più identitari della Murgia barese. La Zampina, simbolo di Sammichele di Bari, ottiene così una tutela europea che ne riconosce storia, ricetta e legame con il territorio.
Con questo riconoscimento, la Puglia raggiunge quota 23 eccellenze certificate nel comparto cibo tra DOP e IGP.
Che cos’è la Zampina di Sammichele
La Zampina di Sammichele di Bari è un insaccato fresco, da consumare cotto, preparato con un impasto di carne bovina e ovina finemente macinate.
Alla carne vengono aggiunti formaggio stagionato grattugiato, filetti di pomodoro pelato, sale, pepe e basilico. Il composto viene poi insaccato in budello naturale di ovino e arrotolato su sé stesso in tre o quattro giri, fino a formare la classica spirale fissata con uno spiedo.
È proprio questa forma a spirale, insieme al colore rosso vivo e al profumo intenso sprigionato in cottura, a renderla immediatamente riconoscibile.
La particolarità: niente carne suina
Uno degli elementi più distintivi della Zampina è l’assenza di carne suina.
A differenza di molti insaccati italiani, la ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di carne bovina e ovina, a cui si aggiungono ingredienti tipici della cucina mediterranea: formaggio, pomodoro e basilico.
Il risultato è un prodotto dal gusto deciso, aromatico, saporito ma equilibrato, profondamente diverso da una comune salsiccia. La Zampina racconta infatti una storia gastronomica precisa, legata al territorio di Sammichele e alla cultura delle macellerie locali.
Cosa significa IGP
Il riconoscimento IGP, Indicazione Geografica Protetta, è un marchio di qualità dell’Unione europea che tutela i prodotti legati a un territorio specifico.
Nel caso della Zampina, la zona di produzione coincide con l’intero territorio del Comune di Sammichele di Bari. Questo significa che solo il prodotto realizzato entro quei confini e secondo il disciplinare potrà utilizzare le denominazioni riconosciute.
Le forme ammesse sono:
- Zampina di Sammichele di Bari
- Zampina di Sammichele
- Zampina Sammichelina
Il marchio protegge quindi il consumatore, che può riconoscere il prodotto autentico, e tutela i produttori locali da imitazioni e usi impropri del nome.
Un prodotto nato nelle macellerie di Sammichele
La Zampina è da sempre legata alla tradizione delle macellerie di Sammichele di Bari. È un prodotto popolare, conviviale, pensato per la cottura alla brace e per i momenti di festa.
Il suo profumo è parte dell’identità del paese: richiama sagre, tavolate, grigliate, serate estive e una cultura alimentare fatta di gesti tramandati nel tempo.
Il riconoscimento IGP premia proprio questa dimensione comunitaria. Dietro la certificazione c’è il lavoro di macellai, produttori, istituzioni e realtà locali che negli anni hanno contribuito a custodire e promuovere la ricetta.
Perché la Zampina IGP è importante per la Puglia
L’ingresso della Zampina nel registro europeo delle Indicazioni Geografiche Protette rafforza il patrimonio agroalimentare pugliese.
La Puglia è una regione dalla forte identità gastronomica, capace di trasformare prodotti locali, tradizioni rurali e ricette di comunità in eccellenze riconosciute.
Con la Zampina di Sammichele IGP, il paniere regionale si arricchisce di un prodotto che unisce carne, territorio, manualità e cultura del fuoco.
È anche una leva importante per il turismo enogastronomico: chi visita Sammichele di Bari non cerca soltanto un piatto, ma un’esperienza fatta di sapori autentici, storia locale e convivialità.
Come si mangia la Zampina
La Zampina dà il meglio di sé cotta alla brace, quando il calore esalta la parte aromatica dell’impasto e rende il budello croccante all’esterno.
Tradizionalmente viene servita calda, spesso accompagnata da pane, contorni semplici, verdure grigliate o prodotti tipici della cucina pugliese.
È un cibo diretto, popolare e identitario: non nasce per essere complicato, ma per raccontare una tradizione in modo immediato e riconoscibile.
Domande frequenti sulla Zampina di Sammichele IGP
Cos’è la Zampina di Sammichele di Bari?
È un insaccato fresco tipico di Sammichele di Bari, preparato con carne bovina e ovina, formaggio stagionato, pomodoro, sale, pepe e basilico. Viene insaccato in budello ovino e arrotolato a spirale.
La Zampina contiene carne suina?
No. Una delle sue caratteristiche principali è proprio l’assenza di carne suina.
Quando è diventata IGP?
La Zampina di Sammichele di Bari è diventata IGP con il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1248, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea dell’11 giugno 2026.
Dove si può produrre la Zampina IGP?
Solo nel territorio del Comune di Sammichele di Bari, secondo quanto previsto dal disciplinare.
Perché è diversa da una salsiccia?
Per la ricetta, che unisce carne bovina e ovina, formaggio, pomodoro e basilico, per l’assenza di carne suina e per la caratteristica forma a spirale.
La spirale pugliese diventa eccellenza europea
La Zampina di Sammichele di Bari entra così ufficialmente tra le eccellenze agroalimentari tutelate dall’Europa.
Un riconoscimento che non riguarda soltanto un prodotto, ma una comunità intera. Perché dietro quella spirale di carne c’è una storia di territorio, botteghe, tradizione e brace. Da oggi, quella storia ha un marchio europeo che la protegge e la valorizza.
